Tra Italia e Polonia, un ponte di musica lungo cinque secoli

Entusiasmante e fattivo incontro alla prestigiosa Akademia Muzyczna di Danzica, con guida d’eccezione la professoressa Alina Zolnierkiewicz

Alina Zolnierkiewicz
e Roberto Messina

Un sentito ringraziamento per la calorosa accoglienza ricevuta nella splendida Danzica da una guida davvero d’eccezione: la dottoressa Alina Zolnierkiewicz, stimata docente di Italiano e Francese all’Akademia Muzyczna w Gdańsku.

L’abbiamo incontrata (contatto per il quale si deve un altro grazie al grande italianista, giornalista, scrittore e docente Roberto M. Polce, fattoci conoscere da Kasia Gralinska presidente Associazione Polacchi in Calabria) per l’avvio di un progetto di scambi culturali italo-polacchi e la prossima presentazione del libro “Il violino svelato” (Academ editore – https://www.academgroup.it/libri/violinosvelato/) con l’intervista al celebre liutaio italiano Stefano Trabucchi, maestro di fama internazionale nella creazione di strumenti ad arco (violini, viole e violoncelli soprattutto) apprezzati in tutto il mondo.

La partnership italo-polacca prevede inoltre la prossima realizzazione di altri eventi (di cui diremo dettagliatamente più avanti) che coinvolgeranno importanti istituzioni, musicisti e personalità calabresi, toscane e lombarde, per celebrare la continuità di secolari legami musicali transnazionali e rafforzare il dialogo contemporaneo nel nome della musica, della liuteria d’eccellenza, della formazione, del confronto e dello scambio.

Il busto al compositore Stanisław Moniuszko 

L’Akademia Muzyczna w Gdańsku è una prestigiosa istituzione che da decenni rappresenta un punto di riferimento per l’alta formazione musicale nel Paese di Frédéric Chopin, grazie alla qualità dei programmi, alla ricca vita concertistica e al costante dialogo con la tradizione europea. La visita è stata anche l’occasione per ricordare i profondi rapporti storici tra Italia e Polonia in questo campo: una relazione viva da oltre cinque secoli, a cominciare dall’operato del grande Luca Marenzio, uno dei più apprezzati madrigalisti italiani, che soggiornò in Polonia tra il 1595 e il 1598 componendo da maestro di cappella per la corte del re Sigismondo III Vasa e influenzando la musica vocale locale del tardo Rinascimento. Scrisse e diresse musica sacra, tra cui mottetti per doppio coro, un “Te Deum” a 13 voci e la Messa “Super Iniquo odio habui”, la cui musica, dopo essere andata perduta per quattro secoli, fu scoperta dopo la caduta del Muro di Berlino presso la Staatsbibliothek Preußischer Kulturbesitz.

Tra i canali di Danzica

Ci sono poi da ricordare (un po’ meno noti, ma altrettanto importanti) personaggi come Giovanni Francesco Anerio, compositore romano, maestro di cappella alla corte polacca dal 1609, che contribuì decisamente alla diffusione dello stile policorale italiano a Varsavia, nel 1624 chiamato alla corte di Sigismondo III re di Polonia in qualità di maestro di cappella (musices moderator), dove prestò servizio nell’ultimo periodo della sua vita.

Quindi, Marco Scacchi, Kapellmeister alla corte reale polacca dal 1628 al 1649, “esportatore” del linguaggio barocco italiano in Polonia e formatore di numerosi musicisti locali, entrato come violinista al servizio del principe Ladislao IV figlio di Sigismondo III re di Polonia. Nel 1632 con Ladislao re di Polonia, Scacchi divenne maestro di cappella della corte polacca, mantenendo la carica fino al 1649. Nel 1636 con la sua opera Il ratto di Helena su libretto di Virgilio Puccitelli, venne inaugurato il Teatro del palazzo di corte di Vilnius, costruito dall’architetto e scenografo Agostino Locci.

Roberto Messina
con Roberto M. Polce

E ancora, Tarquinio Merula, compositore e organista cremonese che lavorò in Polonia nel primo Seicento, portando innovazioni nello stile strumentale e nella scrittura per archi in qualità di musico da camera del principe ereditario Vladislao e organista di chiesa e camera del re Sigismondo III. Al 1626 risale il suo rientro a Cremona dove, nel 1627, i Fabbriceri della Cattedrale gli conferirono l’incarico di maestro di Cappella delle Laudi. 

Danzica, città cosmopolita e grande porto del Baltico, oltre che per quelli marittimi e commerciali fu per secoli un luogo privilegiato per questi scambi di creatività: grazie alla sua apertura culturale (che si respira anche oggi, evidente, emozionante, entusiasmante e confortante, tra le sue strade) ospitò musicisti provenienti dall’Italia e diffuse stabilmente i loro repertori nelle sue chiese e nei suoi teatri.

La presenza di strumenti e manoscritti italiani negli archivi storici di Danzica-Gdańsk testimonia ancora oggi l’effettiva intensità di questo dialogo artistico.

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