15 Feb Natale Romeo, migliore chef emergente della cucina italiana Oltralpe
Originario di Marina di San Lorenzo (Rc), su invito dell’Associazione Cuochi Italiani in Francia, sarà impegnato dal 16 al 18 febbraio a Rimini, nel Campionato Nazionale di Cucina, con un “singolo K1”, piatto “interamente caldo”

di Natale Romeo “Chef emergente”
Dal 16 al 18 febbraio sarà impegnato, con i migliori auspici, a Rimini, nel Campionato Nazionale di Cucina, con un “singolo K1”: un piatto main course “interamente caldo” come si dice in lingua da chef federato, su invito dell’Associazione Cuochi Italiani in Francia. Natale Romeo, classe 1997, originario di Marina di San Lorenzo, piccolo comune all’interno della città metropolitana di Reggio Calabria, studi all’Istituto Alberghiero di Condofuri (Rc), già vincitore nel 2023 a Parigi di “The Best Upcoming Chef of Italian Cuisine” (competizione che annualmente incorona il miglior chef emergente di cucina italiana, edizione francese) e terzo nel 2024 al Concorso “Talents made in Italy” alla Fiera Agecotel, Nizza, non nasconde il suo entusiasmo.
Grande e sincera è la considerazione che nutre per questo importante e qualificato sodalizio che lo ha prontamente accolto tra le proprie fila. E ciò, non solo perché ci ha ben a che fare da un po’ di tempo (da quando, era il 2016, è sbarcato in Francia dove dimora tutt’ora assieme alla moglie calabrese anche lei, impegnata in lavori di azienda dopo la laurea in Lingue e Affari Internazionali e ora in dolce attesa) anche ora che è cresciuto e affermato “Chef di cucina” al ristorante “L’Emblème del Mouratoglou Resort” a Sophia Antipolis, Nizza, eccellente locale posto all’interno dell’Accademia del Tennis diretta dal celebre coach greco d’origine Patrick Mouratoglou.

Ma anche perché in questa Associazione che raggruppa oltre un centinaio di chef italiani attivi in terra di Francia, crede fortemente, e ci si riconosce appieno ritenendola una cosa fondamentale per la sua professione, per la sua crescita culturale, per le sue relazioni. Non dimentica, comunque, un’altra esperienza per lui importante e decisiva fatta a Montecarlo, nel ristorante del celebre Joel Robuchon, definito “lo chef del secolo” dalla guida Gault Millau, che ha totalizzato nella sua carriera ben 32 stelle Michelin, record assoluto.
La cucina di Romeo, diventata necessariamente “internazionale” visto il suo lungo esercizio estero e in contesti multietnici, a ben vedere non si è mai allontanata da quella delle sue radici, e si è per così dire “sublimata” dall’incontro con altre culture, cercando di mantenere comunque gli stilemi e, dove si può, gli ingredienti di base conosciuti e amati: a cominciare dal bergamotto (quello coltivato in terreni di proprietà familiare nel reggino) che impiega in ogni modo: grattugiato, in polvere, in succo, con la scorza, con la polpa.

in Francia
Tra le tante delizie all’agrume endogeno calabro: la tartare di salmone con gelee di bergamotto; le capesante al profumo; il risotto. “Sta bene, benissimo un po’ dovunque – spiega – l’importante è dosarlo al meglio per arricchire, insaporire, rendere rinfrescanti, tonificanti, briosi i cibi”. L’altro must è ovviamente il piccante, il peperoncino: “un altro ‘valore’ immancabile, che comunque non è riconducibile alla sola Calabria, ma a varie parti del mondo, incluso quello arabo e orientale in cui trionfano il pepe rosso e vari altri tipi, e tante spezie.”
Della personalità e professionalità di Romeo, e senza tentennamenti, dice un gran bene Agostino Coppola (che ne profetizza la sicura carriera, già comunque ben avviata) Presidente dell’Associazione dei Cuochi Italiani d’Oltralpe, napoletano verace e chef affermato da anni sul territorio, oltre che deus ex machina dell’organizzazione del sopracitato Premio “Best Upcoming” in collaborazione con “I Love Italian Food”, Associazione culturale e network internazionale che promuove l’autentica cultura enogastronomica italiana nel mondo.
Oltre quella campana e partenopea, Coppola conosce e ama molto la terra di Romeo e ci ricorda una sua recente visita in occasione del Consiglio Nazionale dell’Associazione Cuochi svoltosi a San Giovanni in Fiore (Cs), sull’altopiano silano: “un posto meraviglioso, con un’aria finissima, appena oltre il lago Ampollino in uno scenario propriamente da favola, e superbamente accolti dai colleghi e dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Rosaria Succurro”.

Accanto a chef Coppola, a dare l’alloro nella citata occasione a Romeo, altri quattro giudici noti a livello internazionale per la promozione della cucina italiana: Enzo Oliveri, Presidente dell’Associazione Cuochi Italiani in UK – Delegazione Estera della Federazione Italiana Cuochi; Massimo Mori, Chef Patron dell’Armani/Ristorante e del Mori Venice Bar a Parigi; Lorenzo Alessio, Team Coach Bocuse d’Or Italy Academy; Alessandro Bergamo, Executive Chef del Resort Ultima Courchevel Belvédère, in Francia.
“La Triglia a modo mio”, è il nome del piatto con cui ha Romeo ha sbaragliato a Parigi, e che ha scelto di portare in finale: “perché ricorda molto la mia infanzia e la forte passione che mi lega a mio padre e a mio nonno che da bambino accompagnavo durante le battute di pesca. La triglia è un pesce ‘popolare’ ma assai delicato e gustoso, con il quale ho creato un abbinamento di verdure di stagione come la barbabietola rossa in tono con il colore della pelle della triglia, e il finocchietto. Su tutto, una crema di avocado affumicata e salsa all’acqua pazza”.
Foto: gentile concessione Agostino Coppola e Natale Romeo
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