13 Set Massimo Crigna: dalle passerelle di Vogue, alle spiagge di corallo nel Pacifico
Lo stylist delle star, originario di Vibo Valentia, è un mito del panorama beauty dei Caraibi, ha rivoluzionato la bellezza sostenibile alle Isole Cayman. Tra i suoi clienti: Eva Longoria, Marisa Tomei, Tamara Ecclestone, David Boreanaz, Stephen King e vari membri delle famiglie reali europee e mediorientali. Il suo lavoro compare su Esquire, Glamour, Bella, Town & Country, New York Times. “Uniko” è il suo concept-salone che unisce lusso, tecnologia ed ecologia

West Bay Road, Grand Cayman – C’è un angolo di paradiso dove il lusso incontra la sostenibilità, e dietro le quinte di questo magnifico scenario tropicale c’è un nome italiano che ha lasciato il segno nel mondo della moda e dell’hairstyling internazionale: Massimo Crigna, nato e cresciuto a Vibo Valentia, in Calabria. Con mani d’artista e spirito da visionario, è oggi una delle figure più acclamate del panorama beauty dei Caraibi. Ma il suo viaggio, come ogni grande storia, inizia da lontano. Molto lontano.
Tutto ha inizio a Vibo Valentia, nella storica città della Calabria tirrenica, affacciata su uno dei tratti più suggestivi del Mediterraneo, terra di antiche civiltà, una volta conosciuta come Hipponion dai Greci e Vibona dai Romani, dove arte, storia e natura si incrociano tra colline verdi, castelli normanni e tramonti infuocati sul mare. È qui, in una bottega di provincia ma con l’anima internazionale, che un giovane Massimo Crigna inizia a impugnare le forbici con la stessa precisione con cui un pittore impugna il pennello. “È cominciata a 16 anni, non una vera vocazione – confessa – ma una scelta, visto che non riuscivo a stare fermo a scuola.”

Il talento brucia le tappe: a 22 anni, ha già il suo primo salone. Da quel piccolo angolo di Calabria, dove le tradizioni si intrecciano con l’istinto creativo, prende forma un percorso destinato a conquistare il mondo. Il salto nella grande scena arriva presto, con l’ingresso nel Revlon Professional Artistic Team e la collaborazione con Vogue Italia. Sulle navi Costa Crociere, lavora con nomi come Denny Mendez, Francesca Chillemi e Antonella Clerici, portando con sé l’eleganza sobria del Sud e quella passione viscerale che la terra calabra sa ben trasmettere. Poi Londra, la formazione nelle migliori scuole britanniche, un documentario su Sky TV, quindi New York.
“Viaggiare, vivere a New York e lavorare con la fashion week e con personaggi famosi è una delle più grandi soddisfazioni della mia carriera, era ed è la mia passione” – racconta.
Diventa sinonimo di stile per celebrità e reali: Eva Longoria, Marisa Tomei, Tamara Ecclestone, David Boreanaz, Stephen King e vari membri delle famiglie coronate europee e mediorientali si affidano alle sue mani. Nel 2013, il richiamo del mare lo porta ancora a sud, ma in un altro emisfero: le Isole Cayman. Innamorato della natura, del clima e della filosofia slow dell’arcipelago, Massimo apre “Uniko Eco Salon”, nel prestigioso Bay Harbour Centre su West Bay Road: un “concept salone” che unisce lusso, tecnologia ed ecologia.
“La creatività e il contatto con le persone sono ciò che amo di più in questo lavoro” – dice, e Uniko è il suo primo ecosalon delle Cayman: illuminazione a LED, aria condizionata a basso consumo, acqua dolce a basso impatto, un muro verde di piante vive e prodotti Davines a impatto zero. I colori sono vegetali, c’è un programma refill per ridurre gli sprechi, e ogni dettaglio è regolato secondo un principio di eccellenza sostenibile: “Immagino che il paradiso sia però più sostenibile”, dice sorridendo.


e il fido Ted
E cosa pensa della Calabria e dei calabresi? “Adoro la Calabria. I calabresi dovrebbero solo essere più flessibili e imparare a fare gioco di squadra”. Riconosce un’identità calabrese? “Sì. La voglia di resistere”. Calabresi per Lei fondamentali? “La mia famiglia, padre Benito Pititto (missionario in Nicaragua), Versace, Rino Gaetano, il mio primo mentore”. Perché ha lasciato la regione? “Ero giovane, e mi andava un po’ stretta”. Cosa cambierebbe della sua terra? “Niente. La Calabria è bella per come è, ma il sistema pubblico e politico… I beni culturali sono sottovalutati. Bisogna collaborare con le strutture turistiche private per valorizzare quello che c’è”.
Come diceva Corrado Alvaro, la Calabria è sempre “in perenne fuga da sé stessa”? “Non sono d’accordo. I calabresi vanno via per curiosità o voglia di cambiamento. Ogni caso è diverso”. E in cosa si sente calabrese? “Nella testardaggine, nell’essere drammatico… e nella puntualità”.
La Sua infanzia, come? Qualche rimpianto? “Normale. Tanti ricordi, ma nessun rimpianto”. Trascorsa in una regione cui mancavano e continuano a mancare prospettive? “Non credo sia così, le prospettive ci sono. Ma bisogna smettere di lamentarsi, e si prenda esempio da chi ce l’ha fatta”.
La situazione del beauty in Calabria? “Ha tanti lati negativi. Troppi falsi imprenditori”.

E veniamo al lato umano. A 13 anni cosa voleva fare? “Viaggiare”. Il suo difetto principale? “Testardo”. E il pregio? “La curiosità”. Il suo motto?
“Moda, mare, e viaggiare…”. Cibo preferito? “Fileja e nduja… e pasta alla bottarga”. Lettura preferita? “D’Annunzio”. Hobby?
“Camminare in spiaggia con mia moglie Shannon e il mio cane Ted”. La sua casa brucia: cosa salva? “Le foto”. Il salone brucia: cosa salva? “Le forbici”. Di cosa ha paura? “Come diceva Giovanni Paolo II: “Do not be afraid!”
Massimo Crigna oggi rappresenta un ponte solido e brillante tra la tradizione artigianale italiana – quella forgiata tra le pietre e i profumi della sua Calabria – e la nuova frontiera della bellezza: consapevole, sostenibile, globale. Il suo percorso, che unisce eccellenza tecnica e visione ambientale, è un esempio di come si possa partire da una piccola città del Sud per arrivare in cima al mondo, senza dimenticare mai da dove si viene. Anche perché “La vera bellezza è quella che fa bene anche al pianeta.”
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