Marietta Iacucci: la rivoluzione dell’endoscopia e la medicina di precisione

Da Cosenza al mondo, intervista alla scienziata voce autorevole della gastroenterologia internazionale, che guarda dentro l’intestino (e dentro il futuro)

La professoressa Iacucci interviene
a Stoccolma al Convegno ECCO
(European Crohn’s and Colitis Organizations)

C’è un filo rosso che unisce Cosenza, Calgary, Birmingham e Cork: si chiama curiosità. Ed è il filo che ha guidato Marietta Iacucci, scienziata e medico, lungo un percorso che oggi la rende una voce autorevole nella gastroenterologia mondiale e nella medicina di precisione. “Quando ero bambina – racconta – guardavo mio padre lavorare e pensavo: voglio capire il mondo, non solo reagire ad esso.” Quel desiderio di capire, non l’ha mai abbandonata.

Nata a Cosenza e cresciuta tra Castrolibero e Aiello Calabro, la professoressa Iacucci porta con sé la determinazione della sua terra. Laureata in Medicina alla Sapienza di Roma nel 1994 e specializzata in Gastroenterologia quattro anni dopo, inizia la sua carriera tra i Pronto soccorso di Frascati e Colleferro. “Ogni paziente era una lezione – ricorda -. Non c’è nulla come affrontare un’emergenza, per capire davvero cosa significhi  prendersi cura di qualcuno.”

Il salto oltreoceano è nel 2011, con una chiamata dall’Università di Calgary che cambia tutto. Una svolta decisiva che apre la strada dell’endoscopia con tecniche d’avanguardia ancora poco conosciute: la Confocal Laser Endomicroscopy (CLE). “È stato come scoprire un nuovo linguaggio del corpo umano – spiega -. Per la prima volta potevo osservare l’intestino non solo dall’esterno, ma ad un livello microscopico, in tempo reale. Vedere cellula per cellula in azione, è quasi magico.”

La CLE permette di individuare lesioni precancerose e infiammazioni invisibili a occhio nudo. Lei la introduce in Canada, a Birmingham e Cork forma giovani medici e costruisce una piattaforma di endoscopia avanzata: un laboratorio dove ogni immagine racconta una storia e ogni storia può salvare vite…

Marietta Iacucci con il suo international team
a Cork, Irlanda, dove è a capo del progetto
“Endo-Barrier-Omics enabled by AI” (seconda da sinistra, la calabrese Cecilia Pugliano)

Ogni tessuto racconta una storia”, sottolinea, con il cuore della sua ricerca che restano le malattie infiammatorie intestinali (IBD), come Crohn e rettocolite ulcerosa, e le lesioni precancerose nel colon. Con l’endoscopia avanzata può monitorare la guarigione della mucosa, valutare la risposta ai farmaci biologici e capire perché alcune persone reagiscono meglio di altre: “Non è solo tecnica, è intuizione, osservazione, empatia. Ogni paziente è un piccolo universo.”

L’endoscopia di precisione è impressionante: riduce fino al 30% il rischio di mancata individuazione delle lesioni e distingue cellule sane da quelle precancerose con il 95% di accuratezza. In pratica, significa diagnosi precoci e vite salvate. Da pioniera, la professoressa Iacucci è stata tra le prime al mondo a introdurre l’intelligenza artificiale nello studio delle IBD, integrando analisi di immagini, dati clinici e segnali molecolari. Oggi è conosciuta come una delle figure più influenti nell’applicazione dell’AI nelle IBD e nella medicina di precisione.L’intelligenza artificiale non sostituisce il medico spiega ma ci permette di vedere ciò che l’occhio umano non può percepire: pattern di malattia invisibili.”

Dopo quasi un decennio trascorso in Canada, decide di tornare in Europa. Oggi vive e lavora a Cork, in Irlanda, dove guida un progetto “Endo-Barrier-Omics enabled by AI” che integra bioinformatica, multiomica (genomica, proteomica, metabolomica e microbioma) e intelligenza artificiale, per diagnosticare tumori del colon e IBD prima che diventino gravi. “La tecnologia è fondamentale – dice – ma dietro ogni immagine c’è una persona. La medicina deve restituire tempo, fiducia e qualità della vita.”

La barriera intestinale vista
con AI Spatial Multispectral Imaging

Il cuore della sua ricerca è la barriera intestinale, la frontiera biologica, il vero cervello delle malattie. “La barriera è il nostro confine più intelligente. Quando si indebolisce, tutto l’organismo risponde: dall’intestino al cervello, dal sistema immunitario all’umore. Proteggerla, significa prevenire la malattia prima che inizi e progredisca. Il mio sogno è una medicina di precisione che offra il giusto trattamento al giusto paziente, nel momento giusto. È qui che scienza e umanità si incontrano.

La professoressa Iacucci collabora con le principali società scientifiche internazionali, tra cui la Società Europea delle Malattie Infiammatorie Intestinali (ECCO IOIBD), contribuendo alle linee guida globali e formando la nuova generazione di gastroenterologi. Al rigore scientifico, affianca una vita piena: ama lo yoga, le montagne e i viaggi culturali: “Per essere un buon medico, bisogna saper vivere bene. La serenità interiore è parte della guarigione.” E non dimentica le radici calabresi: “La mia terra è la mia bussola. Anche quando parlo a congressi internazionali, porto con me la forza delle persone semplici e tenaci da cui provengo.”

Immagine del colon confocale
e ultramagnificazione con AI

Per chiudere, un messaggio ai giovani: “Non abbiate paura di uscire dalla vostra zona di comfort. Viaggiate, confrontatevi, imparate da chi è diverso. E soprattutto non abbiate paura delle barriere, quelle stesse barriere che spesso vi impediscono di crescere e volare alto. Quando i vostri sogni servono anche agli altri, le coincidenze diventano strade.”

Dietro il suo successo, la vita privata, due nipoti, la sorella e il cognato che la riempiono di gioia, e la madre sempre presente. E il pensiero va al padre scomparso: “Ogni volta che raggiungo un traguardo, vedo il tuo sorriso, sento la sua voce “Brava Mariettina!”

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