“Madrigale d’agosto”: il canto della memoria e del dolore (e la Calabria) di Antonio Bonfilio

Da Castelvecchi editore, un romanzo polifonico di esordio, un viaggio tra poesia, musica e mistero, nel Sud d’Italia

Antonio Bonfilio (foto N. Garanti)

Di Antonio Bonfilio, musicoterapeuta e organizzatore di festival internazionali, si è già scritto in occasione del tour di incontri tra istituti scolastici, centri culturali e luoghi di aggregazione giovanili in varie regioni d’Italia, tra cui la Calabria, attraverso il format espositivo sulle problematiche dei giovani dal titolo “Breve storia della musica rock”. Parliamo ora, invece, del suo romanzo d’esordio dall’intrigante titolo “Madrigale d’agosto – assassinio a cinque voci” appena pubblicato da Castelvecchi Editore, che è stato presentato in questi giorni in Toscana con grande interesse e diremmo “curiosità”. E sì, perché la figura poliedrica di Bonfilio, propriamente “incuriosisce” considerato il suo esordio letterario all’età di 71 anni, che viene accostandosi al suo pluriennale impegno nel campo della musica, come si diceva prima in quanto organizzatore di eventi di alto profilo (per questo, insignito del “Premio Nazionale Lucio Colletti per la Musica”).  Ed è proprio la musica, l’elemento onnipresente in questo suo libro che si dipana tra vicende drammatiche, ambientate in un piccolo paese del Sud nell’arco dell’ultimo secolo, così come spiega lo stesso Bonfilio.  

“Sono nato in un piccolo paese della Calabria, Sant’Agata D’Esaro, all’età di 14 anni, con i miei genitori, sono emigrato in Lombardia, nella provincia di Milano. Ho fatto parte della scena musicale alternativa dei primi anni ’80, partecipe di quella stagione culturale giovanile attraverso la composizione di testi poetici e musiche. Dopo la nascita dei miei due figli, ho scelto di lasciare la metropoli e trasferirmi in un piccolo borgo della Maremma, dove vivo da 37 anni. Qui ho maturato l’esigenza di approfondire e ampliare le mie conoscenze attraverso lo studio della musica classica. Allo stesso tempo, la passione per la scrittura che mi ha sempre accompagnato fin da ragazzo e non mi ha mai abbandonato negli anni, cosicché ho accumulato molto materiale in forma di racconti e poesie… Da questa visuale decentrata e allo stesso tempo centrale, ho trasformato la passione per la musica nella mia attuale attività professionale: ho ideato la rassegna musicale itinerante ‘Morellino Classica Festival Internazionale’ e ‘Arthemisia Classica Festival’ che coniugano allo stesso tempo il mio amore per la musica e quello per la terra di adozione, la Maremma, e per quella delle mie radici, la Calabria. Ho sentito, quindi, l’esigenza di veder pubblicate le mie produzioni letterarie a partire da ‘Madrigale d’Agosto’ su cui ho lavorato negli ultimi tempi e oggi sono felice dell’opportunità che la storica e importante casa editrice Castelvecchi ha voluto concedermi”.

La copertina del romanzo
di Antonio Bonfilio

Bonfilio ha carattere riflessivo, evidenza di una notevole interiorità e dell’inclinazione – si direbbe – filosofica, che attinge a radici poste in una coscienza ispirata e religiosa, incrementata da studio ed esperienza di vita. Personalità poliedrica, con salde radici nella natia Calabria, in questo scritto dà prova di originalità e sperimentalità, con la prosa che si intervalla agevolmente alla lirica, in una continua contaminazione. Se con la scrittura narra fatti, descrive contesti, ambienti, azioni, e traccia ciò che il protagonista sperimenta con i sensi, con i testi poetici delinea più direttamente e plasticamente le emozioni interiori, introducendo e scandendo gli snodi temporali e gli intrecci narrativi sotto forma di elucubrazioni oniriche con un linguaggio autonomo e allo stesso tempo “conduttore”.

“Madrigale d’agosto – assassinio a cinque voci” è un’opera capace di emozionare, con una scrittura fluida che conduce in un viaggio che sa d’estate, di odori e sapori di un borgo di Calabria da cui si ha l’impressione di toccare il mare e respirarne il profumo. Un itinerario che porterà ad altri percorsi nel tempo passato che forniscono anche un ritratto economico e sociale del Meridione da fine dell’Ottocento a oggi. Un po’ memoir, e laddove emergono tinte scure legate al ritrovamento del corpo di una giovane fanciulla, anche un po’ noir, in sostanza è un romanzo complesso e di largo respiro. Verrà presentato in Calabria, a Sant’Agata di Esaro (Cs) il 14 agosto, con l’autore in dialogo con la giornalista Antonella Grippo. In autunno, altre tappe previste a Messina, Grosseto, Milano, Seregno, Napoli. 

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