“La Fattoria nel Parco”: un racconto di famiglia e di bontà tra i silenzi e i pascoli liberi della Sila

Nel cuore verde e selvaggio del Parco Nazionale si nasconde un angolo di mondo dove la vita scorre ancora secondo i ritmi della natura. Affacciata sul lago Ampollino, l’azienda agricola, caseificio e fattoria didattica della famiglia Guarascio, oggi alla terza generazione, racconta la qualità autentica e l’amore per la montagna  

Uno scorcio dell’azienda in Località Montenero, territorio di San Giovanni in Fiore (Cs)

È una storia fatta di latte caldo tra le mani, pecore e capre che rientrano la sera stanche di sole, formaggi che maturano lenti nei silenzi di pietra. Una storia che profuma di legna, di lana bagnata e di ricotta appena scolata. Una storia, soprattutto, che ha il volto e le mani di una famiglia intera, ritratta in una fotografia un po’ sgranata, come quelle di una volta, dove si riconoscono il patriarca Mario Guarascio, il fratello Domenico, i loro figli-cugini entrambi di nome Saverio, con le rispettive mogli, i piccoli arrivati nel tempo. È l’immagine di ciò che resiste: la terra, i legami, il lavoro quotidiano.

A raccontare questa vicenda con la voce bassa e sincera di chi non si è mai allontanato troppo da ciò che conta, è Valentina, moglie di Saverio, intervistata mentre affianca una lavorazione nel laboratorio caseario sull’altopiano silano, in contrada Montenero, sul lago Ampollino, Territorio di San Giovanni in Fiore (Cs), tra il rumore lieve del siero che scivola, l’eco dei campanacci lontani, il sottofondo del fruscio magico dei pini mossi dal vento.

Il lago Ampollino visto dalla Fattoria

L’azienda – racconta – è nata ufficialmente quarant’anni fa con mio suocero Mario, ma in realtà è molto più antica. Già i suoi genitori allevavano animali e facevano il formaggio. Solo che allora si viveva come si poteva, senza pensare a farne un’impresa. Poi Mario e suo fratello Domenico hanno fatto i primi passi verso una gestione più strutturata. Noi, la generazione successiva, siamo subentrati con entusiasmo e rispetto. Oggi lavoriamo insieme, quattro famiglie che condividono ogni parte di questo cammino.”

Alla base dell’attività ci sono tre anime intrecciate tra loro: l’allevamento, il caseificio e la fattoria didattica. Tutto nasce comunque dal latte: circa 650 capi tra pecore e capre pascolano ogni giorno su ettari di terreno aperto, nutrendosi liberamente tra l’erba fresca, le erbe spontanee e le acque sorgive che scorrono limpide tra le rocce. È un ambiente puro, incontaminato, che restituisce una qualità superiore.

Ci prendiamo cura di tutto – prosegue Valentina – dalla mungitura alla trasformazione, fino alla vendita diretta. Produciamo formaggi freschi, primo sale, semi-stagionati, stagionati, ricotte. Ogni tipo ha il suo tempo, la sua voce. Non forziamo nulla.”

Gli animali al pascolo libero e un particolare della moderna stalla

Il lavoro è duro, e non mancano le difficoltà. Soprattutto con l’aumento dei lupi. “Negli ultimi anni – spiega – ci sono stati diversi attacchi, anche in pieno giorno. Li facciamo rientrare sempre la sera per sicurezza, ma a volte non basta. Ti accorgi che manca qualcuno, e poi trovi i resti… Fa male, ma è anche questo vivere in montagna: convivere con il selvatico.”

Il dolore si somma alla fatica, ma viene ogni volta superato dal legame con la terra e dalla bellezza quotidiana di questo mestiere. La voce di Valentina si abbassa quando parla di questi momenti, poi si riprende subito, come ogni mattina si riprende il lavoro, con costanza e pazienza.

Sul sito della Fattoria, a dare il benvenuto ai visitatori ci sono parole semplici, ma intense: “Nel Parco Nazionale della Sila tra il verde dei pini, il rosso dei faggi, il giallo dei pioppi e le distese di felci”. È qui che si produce un latte ricco e prezioso, da cui nascono formaggi che parlano di altitudine, di boschi e di mani antiche.

La lavorazione del formaggio nel caseificio

Accanto al punto vendita in azienda, i prodotti della Fattoria si trovano in diversi negozi e market della zona, ma anche online, grazie a un sito e-commerce che lentamente sta crescendo. “Riceviamo ordini da tutto il Nord Italia – dice Valentina – dal Friuli, dalla Lombardia. Ci fa piacere sapere che un pezzo della nostra Sila arrivi sulle tavole lontane”.

Ma forse il progetto più caro alla famiglia Guarascio è la fattoria didattica, aperta nel 2022 dopo anni di sogni e di lavori. “È qualcosa a cui tengo moltissimo – confessa Valentina –. La seguo insieme a mio marito Saverio. Vogliamo mostrare cosa significa davvero vivere questa realtà. Le visite sono pensate per bambini, scolaresche, ma anche per adulti. Accompagniamo i gruppi tra le stalle, il caseificio, facciamo vedere come nasce un formaggio, dall’erba fino alla tavola. C’è una grande emozione nel vedere i bambini creare con le loro mani il formaggio che poi assaggeranno.”

C’è anche un percorso sensoriale da fare a piedi nudi, su tappeti d’erba, lana, pietra: un ritorno primordiale ai sensi, alla connessione con ciò che spesso si dimentica. Ogni settembre arriva puntuale un gruppo di pensionati dalla Svizzera, affezionati a questa esperienza. “Funziona il passaparola – sorride Valentina – soprattutto tra le guide turistiche. Abbiamo un programma per le scuole, ma ormai sono loro a contattarci”.

Roberto Messina e Saverio Guarascio

Le giornate didattiche si concludono sempre allo stesso modo: un tagliere di formaggi e salumi, condiviso sotto i pini, con le mani un po’ unte, il naso arrossato e gli occhi pieni. Perché imparare tra i monti fa bene all’anima. E mette fame.

All rights reserved (© Riproduzione riservata) – Photo credits, Fattoria nel Parco

Fattoria nel Parco

Località Montenero – 87055 San Giovanni in Fiore (CS)

0984 530076 – 329 6038616

info@lafattorianelparco.it
www.lafattorianelparco.it

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