Joe Avati: dall’Australia, un carico di straordinaria simpatia

Recentemente premiato come “Calabrese dell’anno” al Park Hyatt di Melbourne, è molto conosciuto nei paesi anglofoni per il suo stile di comicità “pulito” e la personalità fortemente richiamante le origini reggine

di Francesco Allevato

Alcune locandine degli spettacoli
di Avati a Brisbane (sopra)
e Montreal (sotto)

Dall’Australia arriva un’interessante notizia che celebra un italo-americano con origini calabresi (famiglia di Reggio Calabria). Parliamo del noto comico Joe Avati, recentemente premiato “Calabrese dell’anno” al Park Hyatt di Melbourne, annuale gala organizzato dall’Associazione Culturale Calabrese Australia (ACCA) guidata da Vincent Morfuni. Avati è molto conosciuto nei paesi anglofoni soprattutto per l’approccio, lo stile di comicità e la personalità fortemente richiamanti le origini calabre: fattori che si ravvisano fortemente attraverso i suoi monologhi d’intrattenimento. Nato nel 1974, è un comico popolare specialmente tra gli italiani e discendenti di italiani in Australia, ma anche in Canada, Regno Unito e Stati Uniti, dove si è esibito in diverse occasioni. I suoi genitori sono originari di Reggio Calabria e alcuni dei suoi spettacoli sono in dialetto calabrese, in inglese, e in “italiese” o “italglish” (l’inglese con forte accento calabrese).

Gli albori della sua popolarità e del suo successo risalgono alla fine degli anni ’90, quando gli fu chiesto di esibirsi di fronte ad un pubblico principalmente italiano, e colse quest’opportunità eseguendo parte del suo spettacolo nel dialetto delle origini. Il successo e l’acclamazione furono immediati e impattanti, ed il suo stile “bilingue” divenne celebre, quanto rinomato. La consacrazione, nel settembre 1999, con la registrazione del suo primo album “Livin. La Dolce Vita”, per poi presentare lo spettacolo in tournée, che gli ha dato la popolarità tra la grande comunità italiana dell’Australia.

Il peculiare metodo d’intrattenimento, nonché lo stile inimitabile nel raccontare storie, e l’abilità di far nascere da situazioni quotidiane risate fragorose, gli sono valse una fama repentina durata fino ad oggi. Le sue tematiche teatrali e i soggetti dei monologhi comici prendono spunto ed ispirazione proprio dalla vita intorno alla sua famiglia calabrese. A fare la fortuna professionale di Avati sono i personaggi e le caratteristiche che lo stesso comico porta in essere, e con le quali permette di far immedesimare lo spettatore, anche quello “profano” di qualsiasi matrice d’italianità.

Avati non è noto per l’uso di una comunicazione volgare, quella cui ci hanno abituato in molti e dappertutto, e costituisce in questo una sorta di eccezione nel panorama artistico e televisivo mondiale. Inoltre, non è mai venuto meno nell’affrontare argomenti controversi e “difficili”, come la negazione del cambiamento climatico e la cultura della cancellazione. Con questo cliché moderno e risoluto, ha girato il mondo esibendosi con il suo marchio unico di commedia (in inglese e italiano) su entrambi i lati dell’Atlantico, facendo registrare ogni volta il tutto esaurito nel Regno Unito, negli Stati Uniti d’America, in Canada.

I suoi “numeri” e la sua tipologia professionale lo inseriscono in un ristretto e prestigioso novero d’élite di comici, senza sfigurare accanto a calibri come Jerry Seinfeld, Russell Brand, Robin Williams, Bill Cosby, Billy Connolly e Barry Humphries. In Canada, gode di uno status significativo, come dimostra il record fatto registrare per lo spettacolo comico più venduto, con 6400 biglietti in 2 ore. Nel tempo, è stato soprannominato “il comico più grande di cui non hai mai sentito parlare”, a causa, o in virtù – dipende dai relativi punti di vista – di un approccio sempre misurato e poco avvezzo ai riflettori, e pur tuttavia riconosciuto come uno dei più illustri intrattenitori della commedia mondiale.

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