Francesco Bozzo: l’anima doppia della musica, tra Calabria e Croazia

Raffinato violista e liutaio di successo, da Cellara nella Sila cosentina, all’Orchestra Sinfonica della Radiotelevisione di Zagabria: un dualismo che lo rende figura rara e preziosa

di Roberto Messina

Francesco Bozzo nella sua
bottega liutaria di Zagabria

Francesco Bozzo non è soltanto “un” artista. È due artisti, in uno. O, forse, sarebbe più corretto dire che è un unico spirito musicale capace di esprimersi in due linguaggi distinti ma profondamente legati: quello dell’interpretazione, come raffinato violista; e quello della creazione, come maestro liutaio. Un dualismo che lo rende figura rara, preziosa, quasi alchemica.

Le sue radici affondano in un angolo incantato della Calabria, in quel cuore verde che è l’altopiano della Sila. Nato a Cosenza nel 1965, è infatti cresciuto a Cellara, un piccolo borgo adagiato tra i crinali e i boschi millenari, dove l’aria profuma di resina e silenzio e le stagioni seguono ancora il ritmo antico e salutare della natura. Qui, tra i castagni, gli abeti e i faggi della Sila Grande, Bozzo ha conosciuto il valore del legno, materia viva che respira, risuona e si trasforma in suono. Non è un caso che molti strumenti ad arco – violini, viole, violoncelli – sono nati e nascono proprio grazie ai legnami nobili di boschi come questi: su tutti, l’abete rosso, usato per le tavole armoniche per la sua straordinaria capacità di vibrazione; e l’acero, perfetto per fasce e fondi per la sua resistenza e brillantezza tonale.

Anche se la sua formazione liutaia si è compiuta a Cremona, nel sancta sanctorum e culla della grande tradizione artigiana musicale italiana, Francesco porta sempre con sé la memoria tattile e olfattiva del legno silano, materia prima della sua infanzia, quasi un’eredità inconsapevole che oggi prende forma tra le sue mani ritrovandosi anche e proprio quell’”acero dei Balcani” che era stato indispensabile per i suoi sommi predecessori Stradivari, Amati, Guarneri.

L’Orchestra sinfonica della Radiotelevisione croata

A Cellara, tra i muretti a secco e le case in pietra, tra profumi di pane cotto a legna e castagne arrosto, la musica era forse un’eco lontana, ma l’ascolto del silenzio – quello vero, che solo le montagne sanno custodire – ha insegnato a Bozzo una qualità fondamentale per un musicista: la pazienza. La capacità di aspettare il momento giusto. E forse anche l’umiltà di chi sa che la bellezza ha bisogno di tempo per essere scolpita, assemblata, costruita e propriamente “accordata”.

Dopo il diploma in viola al Conservatorio “S. Giacomantonio” di Cosenza e gli studi all’Accademia di Santa Cecilia a Roma con i maestri A. Ghedino e P. Centurione, Bozzo decide di inseguire anche il lato artigianale della musica, studiando liuteria a Cremona nella prestigiosa Scuola “Antonio Stradivari” con i maestri P. Aromatico e M. Negroni e perfezionandosi con L. Bellini e M. Osia, gettando così le basi per quella che diventerà una delle sue firme più riconoscibili: strumenti non solo ben costruiti, ma “vocali”, capaci di “cantare”. È il 1993 quando sceglie di trasferirsi a Zagabria. Una scelta coraggiosa, non priva di incognite, ma che segnerà l’inizio di una nuova, ricchissima stagione della sua vita.

Zagabria: crocevia culturale e capitale dell’innovazione

Zagabria, la capitale della Croazia, è oggi molto più che il centro politico del Paese. È una città sorprendente, dal profilo culturale densissimo, cuore pulsante della vita artistica nazionale e crocevia internazionale tra la Mitteleuropa e i Balcani. Oltre alle sue cinque orchestre stabili (tra cui la Philharmonic Orchestra, l’HRT Symphony Orchestra, l’Orchestra dell’Opera Nazionale Croata e I solisti di Zagabria, gruppo eccellente formato dal violoncellista italiano Antonio Janigro negli anni ‘60), ospita uno dei festival di musica classica più prestigiosi dell’Europa sud-orientale – il Zagreb Music Biennale – dedicato alla musica contemporanea, e vanta una scena jazz, elettronica e folk in continuo fermento. Qui la musica è davvero ovunque (e per noi italiani c’è da “prender nota” di questo, e da imparare come si fa): nei teatri, nelle accademie, nei parchi, nei caffè letterari. L’Accademia di Musica dell’Università di Zagabria è tra le più antiche dell’area balcanica e ha formato intere generazioni di interpreti e compositori. La città è anche sede di importanti istituzioni come il Teatro Nazionale Croato, la Croatian Composers’ Society e numerosi spazi espositivi e sperimentali che coniugano musica, arti visive e nuove tecnologie.

Il laboratorio di Francesco Bozzo

Ma Zagabria è anche molto altro. È intanto un grande polmone verde, con parchi grandiosi e curatissimi, musei di grande interesse, strutture sportive all’avanguardia, urbanistica e edilizia razionali ed efficienti con la nuova ammirevole mobilità stradale, tranviaria, ferroviaria, aerea e intermodale. Questo, avendo saputo mantenere il suo affascinante centro storico con i caratteristici lampioni a gas, e risanare in fretta le ferite causate dal terremoto del 2020. Il turista è accolto e quasi abbracciato dalla città e dalle sue meraviglie, e può muoversi a suo agio scegliendo tra un’offerta che non fa mancare nulla, considerando per cominciare gli oltre 6000 locali di ristorazione per ogni palato e ogni tasca. Negli ultimi vent’anni, la città si è trasformata in un polo dinamico della nuova economia croata, con una fiorente scena di start-up tecnologiche, imprese creative e progetti legati alla sostenibilità urbana. Il settore IT è in espansione costante, l’università è tra le più avanzate dell’Europa centro-orientale, e l’attenzione per l’innovazione e le smart cities ha reso questa una delle capitali emergenti dell’Europa di oggi e del futuro.

Qui – ci racconta Bozzo, che a conoscerlo bene si rivela anche un raffinato e acuto analista sociale e un profondo conoscitore della storia e dell’organizzazione interna del Paese – ho trovato una società vivace, aperta, con un rispetto profondo per la cultura e per la persona. Quando sono arrivato, pensavo fosse un rischio… Oggi, posso dire che è stata la scelta giusta. Mi sento parte integrante di questa città.”

Uno dei magnifici violini realizzati da Bozzo

Musica che unisce mondi

Dal 1993, Bozzo è membro stabile dell’Orchestra sinfonica della Radiotelevisione croata (in lingua madre “Sinfonijskj Orkestar hrvatske radiotelevizije HRT”) ma non si limita a suonare, e pure bene: è anche il liutaio della compagine, che restaura e costruisce strumenti per i suoi colleghi. Ben 14 membri dell’orchestra utilizzano strumenti realizzati da lui: violini, viole, violoncelli che si distinguono per la sonorità profonda, la brillantezza del timbro e quella “vocalità armoniosa” che Francesco ricerca con instancabile dedizione. Questi suoi lavori, richiesti in Italia, in Spagna, nei Paesi Bassi e come detto in Croazia, hanno partecipato ad importanti competizioni internazionali – tra cui il Concours Etienne Vatelot di Parigi e il Mittenwald International Violin Making Competition – ottenendo risultati di grande prestigio.

Tra nostalgia e gratitudine

Roberto Messina e Francesco Bozzo a Zagabria
davanti al Teatro Nazionale Croato

Il legame con la Calabria resta forte, ineludibile. “Avrei voluto restarci – confessa – ma allora era impossibile immaginare un futuro per un musicista completo, nella mia terra. È un dolore che porto con me, ma anche una spinta a non dimenticare da dove vengo.” E da dove viene Bozzo, è un luogo che ha molto da dire. La Sila, con i suoi boschi antichi, i suoi silenzi, il suo “legno musicale”, è parte integrante della sua identità. Cellara, il suo piccolo paese, è come una nota lunga che continua a vibrare sotto ogni nuova composizione, sotto ogni strumento che prende vita nel suo laboratorio.

Ma oggi Francesco Bozzo è anche profondamente croato. “Qui – dice con un sorriso – ho trovato tutto quello che potevo sperare. E anche di più. Sono arrivato con mille dubbi, oggi sono pienamente felice. La Croazia mi ha dato tanto, Zagabria mi ha dato un mondo.” Un mondo che Bozzo ha saputo non solo attraversare, ma abitare con la rara grazia di chi conosce bene il valore dell’arte e il mistero del legno. E soprattutto, il suono che nasce quando questi due elementi si incontrano, sotto le dita di un uomo che ha fatto della musica – in ogni sua forma – la sua casa.

All rights reserved (© Riproduzione riservata) – Photo credits, Courtesy Archivio Francesco Bozzo

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