Francesca Romana Perrotta e il tributo a Dalida

Da Forlì parte “Dalida. Ciao amore, ciao”, il tour musical-teatrale della cantante pugliese a ricordo e celebrazione della grande artista egizio-calabro-francese (famiglia originaria di Serrastretta, Cz), all’anagrafe Iolanda Cristina Gigliotti

di Michele Minisci

Francesca Romana Perrotta è stata enfant prodige: dall’età di otto anni a suonare il pianoforte e studiare al Conservatorio “Tito Schipa” della sua bella Lecce. Poi la laurea in francese ed inglese all’Università per Interpreti e Traduttori di Forlì, e la vita in Emilia-Romagna dove fonda il suo primo gruppo “Zeroincondotta” con cui si esibisce nel mitico “NAIMA Club” e si aggiudica il Premio della critica al Concorso “Primavera Heineken Live Festival”.

Cantautrice, musicista, compositrice, già in tour con artisti del calibro di Cristiano De André (“De André canta De André”, 2009) e Teresa De Sio (2008), conosciuta su scala nazionale grazie al suo brano d’esordio “In genere sogno” presentato da Fiorello su Radio Raidue, di lei ha così detto il grande regista Pupi Avati: “Una voce che suona libera da pregiudizi e stereotipi, piena di una passione assoluta e di un forte senso della dignità umana, prima ancora che femminile”.

Francesca Romana Perrotta

Impegnata da sempre nel sociale e in difesa dei diritti delle donne, ha dedicato una parte importante dei suoi concerti (oltre ad un intero spettacolo parallelo dal titolo “Francesca Romana Perrotta canta le Donne senza voce”) al tema della Femminilità nei suoi aspetti più reconditi, ancestrali, discussi ed anche ambigui, che, come un filo rosso, lega tutte le sue canzoni.

I suoi concerti sono sempre di grande spessore, con musica e parole della rockeuse che dipingono con maestria “Ritratti di signora”: personaggi femminili intriganti e inusuali, cui Francesca presta con passione la sua voce. L’incontro è, così, con una Biancaneve che specchiandosi vede il suo alter ego Eva; oppure con una Maria Maddalena innamorata; con una piccola regina rinchiusa in una torre accusata ingiustamente di follia (Giovanna la pazza); e poi: con Salomè, Francesca da Rimini, una tarantolata, Penelope, Medea, Maria Antonietta…

I suoi brani sono volti a sostenere un preciso impegno sociale nei confronti delle donne sfruttate o incomprese, e delle loro storie spesso dimenticate: la canzone d’autore diventa elemento di cultura e non solo mero intrattenimento, bussando alle porte della nostra coscienza attraverso uno spettacolo musicale trascinante e incantato.

Una discografia importante, quella di Romana, che parte nel 2008 con “Vermiglio” (Warner Music, Ed. Curci, Universo). Poi nel 2011 “Lo specchio” (Ed. Curci, EDEL). E via così: 2017 “L’ora di mezzo” (Filibusta Records, Ed. Curci); 2023 “Fuori dalle labbra” (Be Next Music, Ed. Curci, Sony); il suo quarto album, “Fuori dalle labbra” 2023, registrato nello studio Numeri di Rimini, con la produzione artistica di Cristian Bonato ed insieme a musicisti del calibro di Tommy Graziani, Massimo Marches e Francesco Cardelli, masterizzato da Giovanni Versari presso lo studio La Maestà di Monza, è edito da Curci, prodotto con ARTEN e distribuito da Sony Music Italy per Be Next Music. Dell’album, che vanta le partecipazioni di Simone Cristicchi nel brano “Ritornerai” (omaggio  a Bruno Lauzi) e di Francesco Bacchetta nella traccia fantasma “L’hiver est fini”, il brano “La  Rivoluzione”, scritto e interpretato con Marco Ancona (ex Bludinvidia, Amerigo Verardi &  Marco Ancona e Fonokit), vince il Premio Lauzi 2019 per il “Miglior Arrangiamento” e il  “Premio Speciale Terza Pagina Magazine” al Roma Videoclip Indie 2022 (videoclip a cura del  regista Piernicola Mele), con il brano “Dentro a un bar” inserito nella Compilation Ufficiale del Festival Musicultura 2021 (essendo rientrato tra i finalisti) , ed il videoclip ufficiale del brano “Alchemica” (a cura del regista Ivan Tiraferri) trasmesso in anteprima su Sky TG24. 

I Premi ricevuti sono altrettanti: Festival Musicultura 2007 per la “Miglior Interpretazione” con “L’istante che vale”; Premio De André 2009 con “Storia clandestina” (prima cantautrice donna a riceverlo); Festival Musicultura 2010 con “Il tuo nome e il veleno”; Poggio Bustone 2010 (dedicato a Battisti) per la “Miglior Personalità Artistica” con “Io e Biancaneve”; Festival Musicultura 2016 per il “Miglior Testo” con “Il grido”; Premio Civilia 2016 per la “Canzone d’Autore”; Premio Lauzi 2019 

per il “Miglior Arrangiamento” con “La Rivoluzione”; Premio Roma Videoclip Indie 2022 categoria “Premio Speciale Terza Pagina Magazine” con “La Rivoluzione”.

L’attività di Francesca è quel che si dice un tourbillon… e senza soluzione di continuità. Ultimamente ciò che l’ha “rapita” è un progetto entusiasmante che l’ha motivata in toto: un grande spettacolo su Dalida, la famosa cantante francese (nata in Egitto) con origini calabresi (nome all’anagrafe Iolanda Cristina Gigliotti, genitori di Serrastretta, in provincia di Catanzaro). “Dalida. Ciao amore, ciao” è il titolo di questo nuovo e magnifico lavoro messo in piedi dal Teatro delle lune, con regia e adattamento di Monica Briganti; voce recitante Monica Briganti; cantante solista e chitarra Francesca Romana Perrotta; cantante solista Andrea Amati; pianoforte e fisarmonica Fabrizio Flisi; chitarra elettrica Lorenzo Gasperoni; produzione Quinte Dimensioni APS.

La locandina di “Dalida. Ciao amore, ciao”
lo spettacolo dedicato a Dalida

Dalida. Pochi artisti hanno intrecciato vita e arte quanto Iolanda Cristina Gigliotti, in arte Dalida, che partendo dall’Egitto ha conquistato la Francia e il mondo. Bella e talentuosa, di un perfezionismo spinto al limite, è stata una donna sensibile e fragile che ha in continuazione ricostruito il puzzle della sua vita, alla ricerca della felicità. Emigrata giovanissima a Parigi, raggiunge il successo diventando Dalida. Molti i suoi compagni, cocenti le delusioni d’amore, l’ombra del suicidio sempre in agguato. Il grande amore distruttivo e travolgente che segnò la sua vita, quello con il cantante\poeta Luigi Tenco. Nella sua musica sono confluiti i tormenti, le inquietudini, le più dolorose esperienze private: una continua condivisione del male di vivere, che ha venato tutta la sua esistenza, e un annuncio costante di quel gesto fatale che le ha messo fine nel 1987.

Guardando la discografia, spaventa la mole di lavoro di una donna talmente immersa in un mondo falsamente dorato da non avere tempo e pazienza per crearsi una famiglia, perché tutto deve ruotare intorno allo stesso centro: la carriera. Dalida ha incarnato la difficoltà di conciliare l’apparire e l’essere, ma ha rappresentato un modello femminile fatto di caparbietà e determinazione, studio e ricerca, nonostante i demoni che accompagnarono la sua esistenza sempre in bilico tra tragedia e glamour. Muore nella notte tra il 2 ed il 3 maggio 1987 per un cocktail di barbiturici e whisky, a 54 anni. Secondo Bruno, suo fratello, Iolanda si è suicidata per uccidere Dalida: “Il conflitto tra la donna e l’artista era ormai insaziabile. Dalida aveva tutto, il successo, la ricchezza. Yolanda invece era rimasta sola, senza un uomo e senza figli”.

Gli artisti in campo.

Monica Briganti, insegnante, formatrice, attrice di teatro, regista, ideatrice e conduttrice di laboratori teatrali con mediazione corporea in tutti gli ordini di scuola. Ha seguito studi classici e corsi specifici di drammaturgia, recitazione e dizione presso il D.A.M.S. e la scuola di teatro di Bologna. Esperienza pluriennale come conduttrice e presentatrice radiofonica (Radio Studio Delta), attrice in produzioni teatrali con Flavio Bucci (Teatro Globale), Monica Conti (Piccolo di Milano), Roberto Trifirò, Luigi Mezzanotte (Teatro Plautino di Sarsina), Glauco Mauri, Natale Russo e Marco Cavicchioli. Ha collaborato per anni con numerose compagnie del territorio romagnolo. Attualmente regista, attrice e fondatrice del progetto “Teatro delle Lune”, si occupa di temi sociali e civili mettendo in scena narrazioni per voci, musica e suoni e realizzando adattamenti teatrali di testi letterari di autori romagnoli. Non è la prima volta che indaga e porta in scena figure femminili di notevole spicco. Precedentemente ha infatti realizzato performance teatrali e musicali dedicate ad Alda Merini, Frida Kahlo, Anita Garibaldi e Antigone. Inoltre, promuove, cura e organizza rassegne culturali, artistiche, poetiche e letterarie per enti pubblici, librerie, associazioni e biblioteche alle quali partecipa anche come lettrice e conduttrice. Dal 2022 cura la Direzione Artistica della Rassegna di teatro, musica e danza “Teatro Fuoricittà” giunta alla terza edizione, che si svolge presso il Cineteatro Victor di Cesena.

Andrea Amati è uno dei cantautori più conosciuti e apprezzati del territorio riminese, ha studiato teatro e ha pubblicato tre album di canzoni. Nel 2014 è uscito il primo album “Via di Scampo”, seguito da “Bagaglio a mano” del 2018. Nel 2023 è uscito il suo terzo disco, “Passo dopo Passo”. È cantautore, attore, performer con una presenza scenica folgorante e una naturale propensione al palco che caratterizza i suoi concerti insieme alla capacità di coinvolgere e rapire l’attenzione del pubblico. In questi anni, oltre al suo repertorio, ha portato in scena con successo vari spettacoli in cui ha rivisitato con personalità il repertorio di Fabrizio De André, Luigi Tenco e Franco Battiato.
Fabrizio Flisi, nato a Rimini nel 1974, è pianista e fisarmonicista. Diplomato in pianoforte e in discipline musicali, da sempre affianco l’attività didattica a quella concertistica, senza preclusioni di genere, suonando in formazioni di musica classica, leggera, popolare, etnica. Ha studiato fisarmonica con insegnanti come Simone Zanchini e Giacomo Rotatori e nel corso degli anni ha partecipato a numerosi spettacoli teatrali e concerti in Italia e all’estero, collaborando a diversi progetti con artisti e musicisti di grande spessore. Ha formato il gruppo “Siman Tov” di musica klezmer e balcanica e il gruppo “Deja Vu Quartet” di musica jazz.

Lorenzo Gasperoni, nato a Cesena il 14/04/1980, matura esperienza come chitarrista a partire dal 1995, con un totale di più di 1000 concerti all’attivo. Nel 2004 fonda, insieme a Lorenzo Bartolini, i “Formazione Minima”, duo di teatro-canzone tuttora in attività, con i quali ha pubblicato due album, un audiolibro e un mini-album di brani originali, oltre ad essersi esibito in centinaia di concerti-omaggio a Giorgio Gaber in Italia, Svizzera, Belgio e Lussemburgo. Nel 2012 aderisce al progetto solista di Enrico Farnedi, già trombettista dei Good Fellas, con il quale si esibisce alla serata finale di Musicultura 2012 allo Sferisterio di Macerata con il brano “Corso Sozzi”. Nel febbraio 2015 partecipa in veste di chitarrista, corista e co-direttore musicale, alla presentazione ufficiale dell’album “Auguri Alberta” presso la Vecchia Stazione di Forlì, che registra il tutto esaurito. Nel 2024 ha inizio la collaborazione con Monica Briganti-Teatro Delle Lune e Claudia Amira Turroni per la realizzazione degli spettacoli di teatro-danza “Kantico” e “Le Baccanti”, per i quali compone ed esegue dal vivo le musiche originali.

Foto: Archivio personale Francesca Romana Perrotta

No Comments

Post A Comment